Turismo ed Ecoturismo, in pratica

Usiamo spesso i termini turismo ed ecoturismo, ma sappiamo esattamente cosa vogliono dire?

Sono sinonimi oppure indicano due cose diverse?

Analizziamo il turismo ed ecoturismo in termini pratici e diretti.

Ecoturismo

L’ecoturismo è considerato il turismo praticato per vivere e fruire in modo completo l’ambiente naturale che circonda il viaggiatore.
Questo tipo di turismo può essere più o meno sostenibile, dipende dalla motivazione personale del viaggiatore e dalla modalità con cui esso svolge tale attività.

Concetto ben spiegato da un numero: l’82,5% dei visitatori delle aree protette ha dichiarato di aver usato la propria auto privata per raggiungerle (Ciriaf, 2008), caratteristica che non rende sostenibile l’esperienza.

In tempi più recenti sono stati inclusi nel settore anche alcuni principi riguardanti il rispetto ambientale, avvicinandolo al concetto di sostenibilità ambientale. In realtà una definizione univoca di cosa sia l’ecoturismo non è ancora stata trovata.

Il punto condiviso è che l’ecoturismo sia quel turismo che è generato da un fattore di attrattività del capitale naturale, infatti le previsioni sono di una costante crescita del settore, seguendo il trend degli ultimi anni, circa il 9% annuo.

Considerando invece l’offerta, è possibile notare un costante aumento dei luoghi che cercano di dotarsi di soluzioni adatte all’ecoturismo.

La mappa del turismo responsabile in Italia, elaborata da Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), riporta tutti i luoghi di interesse ecoturistico: i Comuni associati a Borghi Autentici d’Italia, le oasi naturalistiche gestite dal WWF, alberghi e campeggi che hanno ottenuto la certificazione ambientale da Legambiente, le cooperative, gli agriturismi certificati biologici e altre strutture simili. 

Turismo sostenibile

Altro tipo di turismo è quello definito “turismo sostenibile”, definito come un turismo che equilibra l’attenzione per l’ambiente , insieme agli aspetti socio-culturali ed economici per gli stakeholder (UNWTO, 2005).

L’Osservatorio Permanente sul Turismo Natura nel 2007 ha elaborato un grafico per cercare di differenziare le sfumature tra i diversi concetti di turismo:

ecotur.JPG

Dall’immagine si può immediatamente notare come ecoturismo e turismo sostenibile non coincidano.

Dalle categorie incluse nel turismo sostenibile, seppur non trattate, si evince che questo si concentra sulla modalità di svolgimento dell’attività turistica, più che sul tipo di destinazione. L’ecoturismo invece non riguarda il modo ma la motivazione: il fine è viaggiare per godere della natura (fruizione del capitale naturale).

Il turismo sostenibile, nonostante quello che comunemente si crede, non vede come destinazione solo ambienti naturali, ma anche città. Questo perchè il viaggio include il rispetto dell’ ambiente, delle tradizioni e favorire le comunità locali quando si svolge attività turistica.

Il viaggiatore pratica l’ecoturismo, infatti, è spinto dalla volontà non solo di usufruirne per il proprio piacere, ma anche di garantirne la protezione e la durabilità nel tempo per permettere anche agli altri di goderne in futuro

Uno studio condotto dalla fondazione UniVerde ha evidenziato come il 46% dei viaggiatori sia disposto a pagare fino al 20% in più rispetto agli attuali valori se avesse garanzie di non danneggiare l’ambiente, oltre a un ulteriore 8% che non ha limiti di spesa per garantire la protezione ambientale.

Dal punto di vista dell’offerta, il turismo sostenibile è visto nel 46% dei casi anche come un’opportunità di tipo economico; l’Italia è effettivamente al primo posto in Europa per strutture ricettive sostenibili.

Esistono 178 hotel e campeggi che rispettano l’ambiente attraverso azioni virtuose, come l’utilizzo di energia rinnovabile e altre pratiche di efficienza energetica volte alla riduzione degli sprechi di elettricità e acqua.

10 buone azioni per le strutture ricettive

Lo United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) e il World Travel and Tourism Council (WTTC) hanno recentemente creato una collaborazione che ha permesso di individuare un decalogo di azioni che gli operatori del settore del turismo possono seguire per andare verso una maggiore sostenibilità:

  1. Utilizzo di prodotti culinari sostenibili: cibo biologico, autoprodotto, km zero.
  2. Uso di energie rinnovabili.
  3. Monitoraggio dei consumi.
  4. Adozione di tecnologie rispettose dell’ambiente.
  5. Riduzione del consumo d’acqua e dei rifiuti.
  6. Utilizzo di veicoli elettrici e carburanti alternativi, servizi di ricarica.
  7. Finanziamento o creazione di programmi per la tutela ambientale e/o delle comunità locali.
  8. Promozione di mezzi di trasporto alterativi: la bicicletta.
  9. Creazione di infrastrutture con materiali sostenibili e seguendo l’ecodesign.
  10. Protezione dell’ambiente locale e rafforzare la biodiversità.

Affinché si sviluppi appieno il settore del turismo sostenibile, non è sufficiente che a seguire criteri di sostenibilità sia chi offre i servizi.

10 buone azioni per il turista

Anche i turisti devo fare proprie delle linee guida, che posso essere ricavate da quelle proposte da diverse associazioni di turismo sostenibile e che in parte ricalcano le precedenti:

  1. Alloggiare presso strutture che operano in modo etico e virtuoso.
  2. Visitare aree ad alto valore culturale e naturale.
  3. Muoversi usando mezzi di trasporto sostenibili.
  4. Valorizzare prodotti tipici locali, a km zero e biologici.
  5. Rispettare i costumi, la cultura e gli stili di vita locali.
  6. Favorire l’economia delle tradizioni, l’artigianato locale.
  7. Scegliere tour operator e associazioni che organizzano viaggi etici.
  8. Pianificare la vacanza in modo consapevole.
  9. Pensare all’impatto ambientale della vacanza e limitarlo.
  10. Informarsi, condividere buone pratiche con la tecnologia.

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