Traveleco aderisce alla Dichiarazione di Glasgow

Un impegno decennale per l’azione climatica nel turismo

In occasione della COP 26 avevamo parlato della “Glasgow Declaration: a Committment to Decade of Climate Action in Tourism”, lanciata a Glosgow e sviluppata dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il cui obiettivo è di guidare e allineare l’azione per il clima tra le parti interessate del turismo e dei viaggi, comprese le agenzie governative e istituzionali, i donatori e le istituzioni finanziarie, le organizzazioni internazionali, la società civile ed il settore privato ed accademico.

Che cos’è la Dichiarazione di Glasgow?

L’intento della Dichiarazione è quello di esortare e fare in modo che tutti gli stakeholder del settore turismo e viaggi sottoscrivano e dimostrino, per la prima volta come settore unito, di mettere in atto un piano comune per l’impegno ad allineare le ambizioni climatiche alle raccomandazioni scientifiche e agli accordi internazionali.

Qual è l’obiettivo del documento? 

La Dichiarazione ha lo scopo di unire tutto il settore del turismo attorno a un piano comune di strategie di azione per il clima

  • Definire un approccio alla mobilitazione per il clima che sia chiaro e consistente a livello di settore e venga messo in atto negli anni a venire, in linea con il quadro scientifico e l’urgenza di agire ora;
  • Tracciare i percorsi e azioni specifiche che accelereranno la capacità del turismo di trasformarsi raggiungendo emissioni nette pari a zero il prima possibile;
  • Incoraggiare tutti gli operatori del turismo a dimostrare il loro supporto nell’incrementare la risposta del settore all’emergenza climatica.

In che cosa si impegnano i firmatari?

Firmando la Dichiarazione, le organizzazioni si impegnano a:

  • Dare il proprio contributo all’impegno globale di dimezzare le emissioni entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica prima del 2050;
  • Inviare i propri piani d’azione per il clima entro 12 mesi dalla firma e di renderli operativi;
  • Allineare i propri piani ai cinque punti della Dichiarazione: misurare, decarbonizzare, rigenerare, collaborare e finanziare, così da accelerare e coordinare l’azione climatica nel turismo;
  • Relazionare annualmente in merito allo stato di raggiungimento degli obiettivi e sulle azioni intraprese;
  • Lavorare con un spirito collaborativo al fine di condividere buone pratiche e soluzioni, e farsi promotori affinchè altre organizzazioni diventino firmatari e riducano le proprie emissioni.

Quali sono i cinque pilastri della Dichiarazione?

Misurare: misurare e rendere pubblici i dati relativi a tutte le emissioni legate ai viaggi e al turismo.

Decarbonizzare: definire e realizzare obiettivi scientifici per accelerare la decarbonizzazione del turismo

Rigenerare: ripristinare e proteggere gli ecosistemi, sfruttando e sostenendo la capacità della natura ad immagazzinare carbonio, così come salvaguardare la biodiversità, il cibo e l’approvvigionamento di acqua.

Collaborare: condividere i rischi e le soluzioni con tutti gli stakeholder, compresi i clienti, e lavorare assieme per assicurare che i nostri piani siano il più possibile coordinati ed efficaci.

Finanziare: assicurare che le risorse aziendali siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi del proprio piano di riduzione delle emissioni.

Come vengono sostenuti i firmatari della Dichiarazione di Glasgow?

La Dichiarazione riunisce le ultime ricerche ed esperienze globali per stimolare l’azione per il clima. È presente sul sito del One Planet Sustainable Tourism Programme e include le Raccomandazioni del turismo per gli stakeholder di tutto il mondo. L’attuazione della Dichiarazione di Glasgow è affidata all’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) in collaborazione con la Travel Foundation e Tourism Declares a Climate Emergency (il Turismo dichiara l’emergenza climatica), assieme all’assetto fornito dal Programma One Planet Sustainable Tourism.

La Dichiarazione di Glasgow aiuterà imprese, destinazioni (a livello nazionale, regionale, le istituzioni locali e le organizzazioni che gestiscono le destinazioni turistiche), associazioni e ONG:

  • Condividendo le informazioni su iniziative e strategie per l’azione sul clima;
  • Facilitando la cooperazione tra le istituzioni, le organizzazioni locali e le imprese;
  • Consolidando i progressi raggiunti da tutti i firmatari e identificando le sfide via via da sostenere;
  • Comunicando pubblicamente le azioni intraprese dai firmatari, dimostrando la posizione di leadership nel settore

In che modo la Dichiarazione di Glasgow contribuisce a una ripresa responsabile dalla pandemia da Covid-19?

La Dichiarazione agisce come catalizzatore per  l’urgenza crescente nel settore viaggi e turismo in merito alla necessità di accelerare l’azione climatica durante la ripresa dal Covid-10. Il settore risente fortemente dei cambiamenti climatici e allo stesso tempo contribuisce alle emissioni di gas serra che causano il surriscaldamento globale.

Accelerare l’azione per il clima nel turismo è pertanto di estrema importanza per la resilienza del settore. La mobilitazione per il clima è intesa come uno sforzo per misurare e ridurre le emissioni di gas serra e incrementare la capacità di adattamento climatico. La pandemia da Covid-19 ha portato a una riduzione del 7% delle riduzione di gas serra nel 2020, fornendo una prova tangibile dell’impegno ancora necessario per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che richiederà una riduzione annua del 7% delle emissioni nei prossimi dieci anni.

Secondo le ultime ricerche del UNWTO le emissioni legale al turismo aumenteranno del 25% entro il 2030 rispetto al 2016. Pertanto, la necessità di intensificare l’azione climatica nel turismo è urgente poiché le emissioni potrebbero avere un nuovo rimbalzo una volta che le attività riprenderanno a pieno regime e, da ultimo, il costo del non agire sarebbe nel lungo periodo di gran lunga superiore di quello di tutte le altre crisi già vissute. Per una ripresa responsabile del turismo post Covid-19, punti chiave sono, ad esempio, la transizione verso forme di energia sostenibile e il contributo agli obiettivi internazionali per il clima. 

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