Quali sono le mete turistiche più sostenibili?

Spesso si sente definire qualcosa green o sostenibile senza avere la piena cortezza di quali siano i parametri valutati.  Non dovrete più preoccuparvi di questo per conoscere le destinazioni più sostenibile grazie a un nuovo indice tutto italiano.

Si chiama Destination Sustainability Index, è un indice creato da The Data Appeal Company, una società fiorentina specializzata nell’analisi di tutti i feedback pubblicati online. La società ha sfruttato le capacità degli algoritmi di machine learning e l’analisi semantica per misurare e monitorare l’impatto e l’efficacia delle azioni intraprese da qualsiasi destinazione del mondo (città, regione o intera nazione) a favore della sostenibilità.

Il tutto nel rispetto degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030 e dei parametri forniti dall’ETSI, il Sistema Europeo di Indicatori del Turismo, gli stessi documenti su cui si è basata Traveleco per definire la propria scheda di sostenibilità. Il tema delle destinazioni turistiche “green” è infatti una priorità del Global Sustainable Tourism Council, organismo per promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale nel mondo del travel attraverso una serie di criteri ben precisi, criteri che hanno eletto la Valsugana, in Trentino, a prima destinazione turistica sostenibile italiana. 

L’indice Data Appeal

L’indice di Data Appeal ha quindi recepito i 17 “Sustainable Development Goals, con l’intento di profilare le mete più sostenibili a totale beneficio delle scelte dei viaggiatori e di suggerire agli operatori del settore, al contempo, le misure da adottare per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. 

 Ad oggi il Destination Sustainability Index è in grado di misurare alcuni aspetti fondamentali della sostenibilità turistica:

  • Ambiente: inteso come riduzione dell’impatto umano e la conservazione della biodiversità, la capacità delle imprese turistiche di abbracciare politiche volte al risparmio energetico, all’utilizzo di prodotti non inquinanti e al riciclo.
  • Economia: intesa come la capacità delle aziende e del territorio di ricondurre la produttività alla sostenibilità, di contribuire alla crescita dell’ecosistema economico locale e delle imprese a conduzione e gestione locale. A questo aspetto si affianca la capacità da parte delle aziende di offrire salari equi e ruoli senza discriminazione di genere, di età e di cultura o religione.
  • Società: ovvero la valutazione dell’impatto del turismo sugli abitanti del luogo, sia inteso come integrazione con la cultura e le comunità locali, sia come sostegno alle imprese locali.
  • Governance: cioè la gestione di politiche rivolte a promuovere la sostenibilità ambientale e culturale delle imprese e dei locali; coordinamento e promozione di iniziative per mantenere il turismo in un alveo sostenibile.

Per calcolare questo indice il team di data analyst di Data Appeal raccoglie e analizza una moltitudine di dati preziosi (qualità dell’aria, livelli di CO2, cambiamento climatico e uso del suolo, densità di popolazione, salute e benessere psico-fisico degli abitanti, tipologia di spazi verdi urbani, qualità dell’istruzione e dei trasporti pubblici) per capire lo stato dell’arte della destinazione, l’efficacia delle azioni intraprese e progettare quelle future

In generale, nel mondo del turismo esistono già decine di certificazioni green, sia a livello di singola azienda, sia a livello di territorio, ma l’80% di queste sono praticamente delle auto certificazioni, e solo alcune hanno processi di verifica manuali delle terze parti coinvolte. 

Traveleco ha voluto adottare un altro approccio dando modo ai viaggiatori di valutare la corrispondenza delle strutture con quanto dichiarato, diventando parte attiva nel processo di transizione del turismo.

Anche il nuovo “Destination Sustainability Index” ricorre a un sistema democratico e scalabile che, grazie ai big data e all’intelligenza artificiale, garantisce allo stesso tempo una metodologia di analisi rigorosa. Un valore aggiunto importante, rispetto a uno scenario che vede il mondo del turismo e le destinazioni turistiche aver esponenzialmente accelerato la progettualità in termini di sostenibilità e inclusività del territorio.

Questo può essere uno dei punti di partenza per progettare un nuovo futuro del turismo: la pandemia ci ha aperto la strada ad un grande ripensamento. I temi messi sul piatto nel corso di Cop26 non possono non riguardare questo settore che rappresenta una delle economie trainanti del sistema globale. Il monitoraggio e la misurazione delle iniziative intraprese rappresentano lo step indispensabile per costruire azioni efficaci per migliorare la qualità della vita, proteggere l’ambiente, gli ecosistemi e preservare le risorse naturali per le generazioni di oggi e quelle future.

Una destinazione sostenibile migliora la qualità della vita dei suoi abitanti e dei visitatori, è più produttiva e riduce i costi gestionali e operativi, offre ambienti più salubri, perché contiene le emissioni di carbonio, costruisce un’immagine migliore e più attraente per i turisti e i talenti internazionali.”

Imboccare la strada del turismo sostenibile è quindi improcrastinabile e lo è, soprattutto, per i Paesi maggiormente responsabili dell’inquinamento turistico. In testa a questa classifica troviamo gli Stati Uniti, seguiti da Cina, Germania e India. 

Traveleco nasce per l’Italia, quinta destinazione turistica mondiale, che non è ancora un esempio particolarmente virtuoso nell’ambito dell’hospitality green ma ha delle ottime basi per migliorare entro il 2030.

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